Pertosa
Di fronte si innalza il suggestivo paramento di verdi boschi e bianca roccia carbonatica degli Alburni. Sulla destra si apre la scenografica Grotta dell’Angelo. In basso scorre inarrestabile il fiume Tanàgro.
Tanta è la bellezza che la natura riserva a poco più di seicento anime che vivono nel minuscolo paese di Pertosa.
Non siamo ancora nell’altopiano del Vallo di Diano, ma è da quella valle, poco più in alto di qualche centinaio di metri, che le acque del Tanàgro giungono a rovesciarsi impetuose nella spettacolare cascata di Maremànico. Alle sue spalle, la gola di Campestrino rivela il tratto più suggestivo del fiume, che si insinua tra scoscese pareti rocciose.
A valle del paese, Madre Natura ha concesso soltanto una breve lingua di pianura al piccolo territorio comunale, ma ne ha arricchito la terra con le acque fluviali, che precipitano dall’antro maestoso dedicato a San Michele. Qualche fazzoletto di terra, ricco di sostanze nutritive regalate dai monti e dal fiume, dona a questa gente un prezioso ed esclusivo prodotto autoctono. Il Carciofo Bianco si alimenta di tutto questo favorito da un microclima che ne consente la produzione solo qui e in altri tre centri vicini.