VALLO DI DIANO
Una valle con un cuore rurale
Da qualsiasi direzione tu venga, da qualsiasi porta tu entri nel Vallo di Diano lo stupore sarà la prima sensazione che avvertirai.
Sembra un disegno divino. Una corona di monti protegge su ogni lato una lunghissima pianura, in cui non una montagna, non una collina né una gola interrompono questo fondo completamente piatto.
E ora ti sarà chiaro perché i locali la chiamano “la chijana”, la piana.
Un lago esistente quando ancora eravamo nella Preistoria andò lentamente interrandosi. L’uomo ha visto questa trasformazione da lago a palude, l’ha poi bonificata e coltivata. Ha tramutato un luogo naturale in un paesaggio, costruendo canali, paesi e opere agrarie, facendone un territorio agricolo di lunga tradizione, che però nel giro degli ultimi decenni ha trasformato vistosamente. Moderne costruzioni disseminate nella vallata si alternano oggi ai centri storici arroccati sulle pendici montuose.
Volando sulla cortina di monti e sulla protetta pianura, con uno sforzo, potrai fare un viaggio indietro nei millenni.
I Romani furono i primi a trasformarne profondamente la natura di questo territorio: iniziarono o quantomeno migliorarono la bonifica, costruirono una via consolare – che univa Capua, dove giungevano altre strade, con Reggio – e fecero di alcuni modesti centri delle città, dopo aver compreso le potenzialità del nostro Vallo per posizione, conformazione e risorse naturali.
Nel Medioevo i versanti che affacciano sulla valle si costellarono di piccoli e protetti paesi.
Quei paesi resistono ancora, resistono a quell’urbanizzazione che cela il cuore rurale del Vallo di Diano.
